Una donna che attende un bambino sperimenta in genere gioia e vive uno stato di felicità dovuto ad un senso di appagamento. Perché ? Poichè durante la gravidanza il beta-hcg stimola le ovaie che producono estrogeni e progesterone e anche testosterone tutti questi ormoni generano un stato di tranquillità, ma sopra tutto perché l’atto di avere in sé un esserini creato da Sé che si sviluppa e nascerà grazie al proprio corpo è fonte di grande autostima e un forte vissuto di capacità generativa.
La donna si sente tendenzialmente ricca e piena di bellezza secondo natura.
Anche l’uomo che ha contribuito alla fecondazione sperimenta un senso di felicità e in certi casi di orgoglio nel senso di essere stato in grado di offrire un grande contributo alla vita.
Non tutti gli uomini come le donne ottengono che la procreazione come se fosse un evento scontato e quando questo avviene, entrambi si sentono baciati da una fortuna che da seguito ad un forte senso di protezione e di possesso verso il bambino, spesso esagerato, perché rischia di togliere quel rispetto e riconoscimento che i bambini meritano anche se essi sono così piccoli e indifesi.
I bambini sono in realtà adulti in potenza e il rispetto commisurato alla loro età, stato di impotenza e bisogno non deve essere confuso con un bisogno del genitore iperprotettivo e possessivo. Stare troppo addosso ai bambini controllarli continuamente temendo che si facciano male, si ammalino può generare in loro un senso di oppressione e al tempo stesso un’acquisita dipendenza, un’ambivalenza che rimarrà in certi casi per tutta la vita.
E la coppia improduttiva ?
Spesso questo rinuncia ai figli potrebbe essere una vera e ponderata scelta che non merita alcun giudizio negativo.
Però molte coppie non possono per ragioni anatomiche, endocrine, fisiologiche aver figli e quindi sono costretti a rinunciare alle riproduttività.
L’assistenza riproduttiva con i vari metodi spesso permette di superare molti ostacoli, ma non sempre si ottiene il successo cosicché il lutto per non poter avere figli si rivela maggiormente grande perché si aggiunge ad una forte disillusione.
A questo punto nel mondo interiore può affacciarsi un senso colpa di uno dei due partner, e spesso la comprensione di chi è esente da avere caustao la sterilità della coppia non è tanto contenuta, e così causa ulteriormente tristezza e sottesi rimproveri. Con il tempo la situazione migliora e la coppia torna ad essere tranquilla
La solitudine però può permanere specialemente con gli anni se il desiderio di avere figli era ed é assai potente.
C’è che vorrebbe adottarli, c’è chi rinuncia perché l’altro si oppone.
Questa sopraggiunta solitudine si trasforma ancora in colpa che si assumono questa volta entrambi pensando ad un destino segnato o al volere di Dio per chi crede.
Infine molte coppie si raccontano di essere ugualmente felici, occupandosi dei piccoli che per ragioni spesso professionali possono aiutare e comprendere meglio di un tempo perché il senso della possesso si è esaurito con il tempo.
Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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